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BACOLI

L'attuale comune di Bacoli racchiude le frazioni di Baia, Fusaro, Torregaveta e Miseno. L'antica Bauli invece, non aveva confini ben delineati, ma pare fosse strettamente integrata col territorio di Baia, tanto che persino gli storici latini confondevano spesso le due località.

In effetti, il litorale che andava dal Lago Lucrino fino a Miseno, era ricoperto da una sterminata serie di ville, strette le une alle altre, che rendevano difficile stabilire dove finisse Baia e dove iniziasse Bauli. Lo stesso luogo di sepoltura di Agrippina, madre di Nerone, infatti, viene fatto spaziare dalle sponde di Lucrino a quella che oggi erroneamente è definita Tomba di Agrippina. Per questa ragione la sua storia si identifica con quella di Baia, e di conseguenza col declino della prima si ebbe anche quello di Bauli. Intorno al 1600, una colonia di ebrei provenienti da Posillipo (Napoli), s'insediò a Bacoli dandole nuova vitalità necessaria a condurla sino ai giorni nostri.

Bauli prende il suo nome da Boaulia, stalla di buoi, secondo l’antica e mitica leggenda che vedeva Ercole sottrarre i buoi a Gerione e condurli in quella località.

Uno studio di notevole interesse di Gianni Race, ha proposto una nuova indicazione secondo la quale, l’attuale Bacoli, facente parte dell’antico Castrum Lucullanum di Miseno, farebbe derivare il suo nome da Vacua e cioè terra incolta, abbandonata, che la volgare tradizione locale avrebbe poi distorto, trasformandola in Bacua prima, cioè intorno al 1120, in Bacula poi, fino ad identificarla con l’attuale Bacoli.

Ad Ercole comunque Bacoli resta legata e sembra che proprio in prossimità della chiesa di S. Anna, sorgesse un tempio dedicato al mitico eroe figlio del re degli dèi.

Bauli nell’antichità era inclusa nel territorio baiano, anche se discordanti teorie la vedono collocata, ora fra l’Epitaffio e Lucrino, ora fra il Castello e Miseno.

Gianni PICONE “Da Posillipo a Cuma”

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